Von Der Leyen presidente della Commissione Ue. La Lega gioca sporco

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Perché sull’elezione di Ursula Von Der Leyen la Lega cambia improvvisamente idea? Salvini sta giocando sporco. Molto sporco.

Von Der Leyen eletta presidente commissione UE

Ursula Von Der Leyen viene eletta presidente della Commissione UE con soli 9 voti di scarto. La Lega cambia idea all’ultimo momento per sporchi giochi di politica interna.

Prima di entrare nel merito della questione dobbiamo capire come funzionava e come ha invece funzionato stavolta l’individuazione dei candidati.

I “candidati di punta”

Ciascuno dei grossi partiti presentava un “candidato di punta”.

Ovviamente, per il PPE sceglieva Angela Merkel, mentre Emmanuel Macron sceglieva per il PSE.

I “Candidati di punta” dei vari partiti erano: Weber (PPE), Timmermans (Pse), Vestager (ALDE), Eickhout (Verdi), Zahradil (ECR), Tomič (GUE-NGL).

All’Eurogruppo del 29 giugno, quindi, Merkel e Macron arrivano con un pacchetto “non negoziabile”. Il candidato alla presidenza della Commissione è Manfred Weber.

La “minoranza di blocco”

Il pacchetto di nomine deve essere approvato dall’eurogruppo con una maggioranza qualificata rafforzata.

Occorre il voto favorevole di almeno 21 Capi di Governo e che rappresentino almeno il 65% della popolazione europea.

Su 28 Paesi, quindi, basta che 8 si raccordino perché, nonostante minoranza, abbiano la possibilità di bloccare il “pacchetto” proposto da Macron e dalla Merkel.

Attorno a Conte si coagula una “minoranza di blocco”.

La minoranza di blocco boccia il pacchetto “nel metodo”.

Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo, riceve l’incarico di mediare e individuare un pacchetto di candidati che sia condiviso.

Al G20

Donald Trump tuona contro un’altra “candidata di punta”: Margrethe Vestager.

Avete una donna in Europa, non ne pronuncerò il nome, che è candidata per prendere il posto di Jean Claude. Lei odia gli Stati Uniti forse più di chiunque io abbia mai incontrato.

PPE e PSE ritengono irrinunciabile la regola del “candidato di punta”, quindi Merkel e Macron candidano Frans Timmermans, prerarano il “pacchetto” e lo consegnano a Tusk.

Con buona pace del metodo condiviso.

Al summit di Bruxelles

Il 30 giugno riprende il summit a Bruxelles. Qualche capo di Governo vola a Bruxelles direttamente da Tokio.

Tusk ha in tasca il secondo pacchetto preparato da Merkel e Macron con Frans Timmermans a capo della Commissione, mentre il PPE ancora spera in Weber.

Politico.eu ha realizzato un “live” dei quattro giorni di incontri.

La minoranza di blocco candida Ursula Von Der Leyen

Alle 15.41 del 2 luglio, il portavoce di Orban annuncia che, dopo aver abbattuto anche Timmerman, la candidata alla presidenza della Commissione è Ursula Von Der Leyen

Seguendo gli aggiornamenti di politico.eu si capisce benissimo che la candidatura non piace per niente ai partiti tradizionali.

E il primo motivo è dato dal fatto che va in soffitta la regola dei “candidati di punta”.

I social-democratici la bollano come “inaccettabile”

Per il verde Sven Giegold si tratta di una proposta “amara” perché la Von Der Leyen non è un candidato di punta e l’Europa merita di meglio

Ciononostante alle 19.03 Donald Tusk annuncia che l’accordo fra i capi di Governo è stato raggiunto con Ursula Von Der Leyen alla presidenza della Commissione UE. Angela Merkel si è astenuta

Le reazioni

I Verdi invitano il Parlamento Europeo a rigettare la proposta

e pure i socialdemocratici del PSE

Non occorreva un genio per capire che la “minoranza di blocco” aveva fatto saltare il banco

Ursula Von Der Leyen fa saltare il banco

Nel frattempo, l’Ambasciatore USA in Europa si congratula per la scelta

La conferenza stampa di Giuseppe Conte

Torniamo alla politica interna e vediamo perché sostengo che Salvini sta giocando una partita sporchissima.

Qui l’intera conferenza stampa del Presidente Conte al termine dei lavori.

Riporto direttamente uno stralcio

Il Presidente del Consiglio dichiara di aver concluso l’accordo mantenendosi in aggiornamento e contatto con i leader dei due partiti che lo sostengono.

Ovviamente è verissimo. Salvini si rallegrava la stessa sera del 2 luglio

E ha pure tutte le ragioni per rallegrarsi. L’Italia che partiva da una condizione di svantaggio ha fatto saltare il banco e spaccato la maggioranza tradizionale precostituita.

Era evidente sin da subito che la Von Der Leyen sarebbe stata eletta con il voto determinante dei “populisti”.

Era chiaro che i “populisti” l’avrebbero avuta in ostaggio.

E infatti, pure il Ministro Fontana, non più tardi del 12 Luglio apprezzava le parole della Von Der Leyen.

La “sovranista no€uro” Francesca Donato e Marco Zanni si erano pure espressi

Il “discorso” di Ursula Von Der Leyen

La Von Der Leyen ha pronunciato un discorso “di conseguenza”.

Doveva essere certa di non offrire spunti ai partiti tradizionali per non votarla. Doveva essere chiaro che il voto contrario fosse determinato dal fatto che non era fra i “candidati di punta”.

E infatti Marco Zanni la mattina del 16 Luglio ne minimizzava la portata a “captatio benevolentiæ”.

Correttamente ha anche sminuito il significato della risposta che la Von Der Leyen aveva dato ai tedeschi di “Alternative Für Deutschland”.

Qui il video

In Parlamento Europeo sapevano già tutti che l’elezione sarebbe stata garantita dai “populisti” di Visegrád e italiani. Tenendola, così, sequestrata.

La votazione

Improvvisamente, poco prima della votazione la Lega ha annunciato il voto contrario.

La Von Der Leyen è a rischio.

Alle 18.00 circa del 16 Luglio la votazione a scrutinio segreto la vedrà eletta con soli 9 voti di scarto in un Parlamento composto da 751 componenti.

Determinanti i 14 voti del Movimento 5 Stelle.

Come mai Salvini cambia radicalmente idea nel giro di poche ore?

Il gioco sporco

Le probabilità che senza i voti della Lega Ursula Von Der Leyen non riuscisse erano elevatissime.

Immaginiamo che la votazione a scrutinio segreto avesse dato un esito diverso. Immaginiamo che il Parlamento Europeo avesse bocciato la Von Der Leyen.

Sarebbe stato il disconoscimento del lavoro di Giuseppe Conte.

Salvini avrebbe attestato che gli accordi conclusi da Conte pur da lui condivisi sono carta straccia se stabilisce di stracciarli. Comanda lui.

Sarebbero bastati altri 9 franchi tiratori e il Movimento 5 Stelle e, sopratutto, Giuseppe Conte si sarebbero trovati con il sedere al vento.

Ma la Von Der Leyen è stata eletta. Con i voti dei “populisti” di Visegrád, del Movimento 5 Stelle e non quelli della Lega.

Rompendo il patto Matteo Salvini si è posto all’opposizione. Il Movimento 5 Stelle è dove avrebbe dovuto essere anche lui: in maggioranza.

Ma a Salvini non interessa perché la sua partita è solo una partita interna.

Voleva “mettere al suo posto” il Presidente del Consiglio.

Pur di dimostrare che comanda lui ha pure rotto il suo patto personale con i Paesi di Visegrád.

Gli è andata male, anzi malissimo.

Ha rotto con i Paesi di Visegrád, ha violato (lui, non il Movimento 5 Stelle) l’accordo che lui stesso aveva contribuito a raggiungere e adesso si trova con un pugno di mosche in mano.

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