Un pidiota di garanzia

Il vecchio regime e la stampa organica esultano per l’elezione di Sassoli. Un pidiota doc ed ex giornalista. Uno di loro eletto presidente del parlamento europeo. La nuova legislatura europea inizia col piede sbagliato, con un affronto alla maggioranza degli italiani. L’Italia ha virato verso il cambiamento gialloverde e l’Europa premia un personaggio di secondo piano del vecchio regime forzapidiota, un esponente di quel Pd che gli italiani hanno punito severamente perché complice della devastazione del paese.  L’Elezione di Sassoli suona come una vera e propria provocazione verso l’Italia e una conferma che l’Europa non ha nessuna intenzione di cambiare rotta, anzi, è intenzionata a continuare la sua guerra contro quei maledetti populisti che governano a Roma. Eleggendo Sassoli, la vecchia partitocrazia europea ribadisce la sua intenzione di non voler cogliere le istanze di cambiamento espresse dai cittadini italiani ed al contrario di voler continuare a combatterle finché gli italiani cederanno e torneeranno al vecchio regime partitocratico. Più mansueto e conciliante. L’elezione di Sassoli è la prova che l’Europa uscita dalle urne è purtroppo uguale a quella precedente e fermamente schierata coi vecchi regimi partitocratici. Regimi che ruotano ancora attorno alla bufala destra e sinistra e ai feticci ideologici. Regimi che dietro ad un fiume di parolone vuote e nauseabondi perbenismi, alla fine si schierano sempre dalla parte delle caste e delle lobby e della difesa del loro status quo. Conservatori, con l’aggravante dell’ipocrisia e dell’arroganza. L’elezione di Sassoli è una mossa contro l’Italia che ha tentato di alzare la testa e trovare alternative al vecchio regime . Ma quella di Sassoli è una carica istituzionale, alla fine non conta politicamente una mazza. Finirà per viaggiare per il mondo a sbafo a far discorsi campati in aria e trastullarsi l’ego tra etichette e protocolli. La fine di Taviani. Cinque anni a parlar male del governo italiano e sputtanarci nella speranza che il governo gialloverde fallisca. Cinque anni a tramare dietro le quinte per aiutare i suoi compagnucci del Pd a tornare a contare qualcosa invece che essere presi a pesci in faccia appena escono di casa. Ed infatti da Roma i compagnucci esultano e i giornalai sprecano fiumi d’inchiostro. Reduci dalle figuracce indegne fatte in Sicilia, martoriati dagli scandali, i compagnucci pidioti vagheggiano riscosse e non vedono l’ora che Sassoli cominci a sputare contro gli odiati gialloverdi. Già, Sassoli. Uno di loro. Detestato e ignorato dai cittadini, ma ben visto dai tromboni e dei parrucconi antitaliani che infestano i palazzi di Bruxelles. Eurocrati intenzionati più che mai a continuare lo scontro contro quei maledetti populisti che governano a Roma e che purtroppo hanno evitato anche questa volta la procedura d’infrazione e la catastrofe.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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