Tweet di Trump infrange la narrazione di Lega e Main Stream

Di Stefano Ali’ :

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Forse più della crisi, a sconvolgere la mente di Deep State, giornalisti e leghisti è stato un tweet di Trump che fa a pezzi la narrazione.

Tweet di Trump con Giuseppi

Per mesi, in assoluta solitudine, ho sostenuto che la narrazione su F-35, “via della Seta”eccetera fosse falsa. In assoluta solitudine. Ieri un imprevisto tweet di Trump manda in frantumi tutta la narrazione. Ora chiedano scusa alla Ministro Trenta!

Per mesi e in assoluta solitudine ho analizzato fatti e azioni.

Attraverso queste osservazioni ho tracciato linee che individuassero i contrapposti interessi. Che individuassero le persone portatrici di quegli interessi e da li stabilire quali fossero le reali alleanze.

Ho dovuto farlo da solo, spesso dubitando anche delle mie conclusioni. Perché le mie conclusioni andavano in direzione diametralmente opposta a quelle prospettate da tutti. Dai “fini analisti”, a giornali e TV. Ma perfino i “blogger indipendenti” continuavano a prospettare un altro quadro.

Ieri, improvvisamente, un tweet di Trump assolutamente imprevisto sta costringendo tutti a rivedere le loro posizioni.

Anzi, a inventarsi altre balle per coprire le balle con le quali hanno riempito le pagine e assordato chi li ha ascoltati.

Il tweet di Trump

Partiamo dal tweet di Donald Trump.

Quello in testa a questo articolo è la prima versione del tweet.

C’è un errore, che in realtà non è tale. “Giuseppi”, anziché “Giuseppe”.

Dicevo che non è tale perché fu nel corso del G7 2018 in Canada che in conferenza stampa Trump si rivolse a Conte con l’espressione “My friend Giuseppi”.

Da quel momento, chiunque abbia voluto fare riferimento ai rapporti fra Conte e Trump ha semplicemente detto o scritto “Giuseppi”.

I social e specialmente twitter sono pieni zeppi di “Giuseppi” con riferimento a quel rapporto.

Il tweet è stato poi cancellato e riproposto in modo corretto

Tweet di Trump con Giuseppe

C’è un dettaglio da tenere in considerazione oltre al palese “endorsement”, peraltro estremamente inusuale persino per Trump.

Il tweet inizia con «Le cose cominciano a mettersi bene per il rispettatissimo Primo Ministro della Repubblica Italiana, Giuseppe Conte».

Poco meno di un’ora dopo le agenzie batteranno lo sblocco della trattativa fra Movimento 5 Stelle e PD.

Trump ha quindi anticipato la notizia. Trump seguiva e veniva tenuto aggiornato in modo costante sugli sviluppi della trattativa.

La cosa divertente e leggere le “spiegazioni” del tweet di Trump fornite da chi fin’ora non ha proprio capito niente ed è rimasto spiazzato dal tweet.

Venezuela, Via della Seta e F-35

Per mesi “analisti”, blogger e giornalisti hanno indicato in queste “cartine di tornasole” le testimonianze di un Governo contrario alle scelte del Patto Atlantico.

Un Governo che se non avesse avuto in Salvini l’allineamento chissà dove sarebbe finito.

Venezuela

Trump sostiene Guaidó. È stato detto e ripetuto fino alla nausea. In realtà a sostenere Guaidó era il gruppo di estrema destra di cui Bannon fa parte.

Tentarono pure di spingere Trump all’intervento militare.

Donald Trump – unico Presidente USA a non aver avviato alcuna guerra né alcun intervento militare all’estero – ha temporeggiato, finché Guaidó si è sgonfiato.

Salvini, quindi, era sulle posizioni di Bannon, non su quelle di Trump.

Benissimo ha fatto l’Italia a mantenersi su posizioni neutrali.

Via della Seta

Anche sui rapporti con la Cina la visione di Trump non coincide con quella dell’estrema destra rappresentata da Bannon.

Per spingere Trump all’attacco della Cina, Bannon ha pure prodotto un film: Gli artigli del Dragone Rosso.

Bannon’s goal is to steel Trump’s resolve to confront China — a resolve that seemed to weaken when markets plunged in early August and the administration granted Huawei a 90-day reprieve. Bannon hopes “Claws of the Red Dragon” is sufficiently alarmist that Trump puts off worries about a recession and presses ahead with tariffs..

«L’obiettivo di Bannon è rafforzare la determinazione di Trump nell’affrontare la Cina. Una determinazione che è sembrata indebolirsi quando i mercati sono precipitati all’inizio di Agosto e l’Amministrazione ha concesso una proroga di 90 giorni. Bannon spera che “Gli artigli del Dragone Rosso” sia sufficientemente allarmistico da spingere Trump a mettere da parte le preoccupazioni sulla recessione e vada avanti con i dazi».

Ma Trump non pare proprio voler ascoltare.

Anzi, al G7 di Biarritz non solo ha riaperto i negoziati con la Cina, ma anche con l’Iran!

F-35

Sugli F-35 la “guerra” è pure italiana.

Come al solito, Salvini “l’atlantista” spinge per l’acquisto degli F-35 perché lo vuole Trump.

In prima linea di questa “guerra” c’è formiche.net, il sito fondato e gestito da Paolo Messa, direttore Relazioni Istituzionali di Leonardo-Finmeccanica.

Una ricerca della parola f35 sul sito di Formiche restituisce la bellezza di 63.400 risultati.

L’interesse di Leonardo-Finmeccanica e del “dominus” De Gennaro è quindi evidente.

Ma non corrisponde all’interesse di Trump come vogliono far credere, anzi!

Quindi la scelta sugli F-35 non è in funzione NATO o meno. Sta negli interessi di Leonardo Finmeccanica. Dell’onnipresente e onnipotente De Gennaro.

E infatti formiche.net è fra i siti che più di altri ha spinto la narrazione di Salvini, unico portatore del gradimento atlantico e amico di Trump.

Sugli F-35 non si pone una questione di “Patto Atlantico”. Si pone una questione di interessi.

La vera questione è: chi sostiene gli interessi di Leonardo-De Gennaro?

L’argomento degli F-35, come ho già scritto è stata la causa per il “tiro incrociato al piccione” sulla Ministro Elisabetta Trenta.

Attacchi provenienti dai vertici militari vicini a De Gennaro. Attacchi di Salvini e ti tutta la Lega, a partire dal Sottosegretario alla Difesa Volpi.

Ma attacchi provenienti anche dal sottosegretario “in quota” Movimento 5 Stelle, come (manco a dirlo) sottolineato da formiche.net:

Ecco perché sarebbe da irresponsabili interrompere il programma F-35. Parla Tofalo.

Torniamo al tweet di Trump

Alla luce di questi e tanti altri fatti, gli “schieramenti in campo” erano già evidenti.

Il 10 Agosto, formiche.net plaudiva alla crisi e indicava la via:

Ora il prossimo esecutivo deve recuperare terreno con gli Stati Uniti sui dossier in crisi (Venezuela, Iran, F35, e Cina appunto, ma anche Russia, Tap, EastMed e via dicendo).

Adesso, con quel tweet di Trump abbiamo una “interpretazione autentica”. Esattamente, a quali “Stati uniti” si riferisce formiche.net?

Di Cina, Via della Seta, Venezuela, Iran ed F-35 agli Stati Uniti, intesi come Donald Trump, non interessa nulla.

Interessano all’altra parte degli USA. Quella dell’estrema destra dei Bannon, per l’appunto.

Adesso sarebbe molto opportuno che i detrattori chiedessero scusa alla Ministro Elisabetta Trenta.

Sarebbe estremamente opportuno che tutti coloro che ne hanno fatto oggetto del tiro al piccione sposando gli interessi di Leonardo-De Gennaro, spariscano dalla circolazione.

Una ultima notazione: Nell’individuare i responsabili dei Dicasteri si faccia la debita attenzione alla composizione del Consiglio Supremo di Difesa.

Non mi permetto di suggerire al Presidente del Consiglio di tenersi strette le deleghe ai Servizi Segreti. Immagino sappia già della loro importanza nei mesi a venire.

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FONTE : Il Cappello Pensatore