gianroberto casaleggio

Grazie Gianroberto

di Bruno Fusco Non ti ho mai conosciuto, uomo dorato dai capelli in fili d’argento, eppure ti conosco, perché conosco me, e il sentimento che lega le persone non sempre è fatto di corpo e di espressioni, ma di parole giuste e di emozioni. Il pensiero etereo che muove i nostri cuori, non ha bisogno di mani strette e sguardi, ma più semplicemente esiste e basta. Da queste parti il segno che hai lasciato è dei più netti, e come hai detto tu “siamo insistenti”, e di onestà e coerenza siamo fatti, di contrappunto agli esseri più marci, teniamo quello sguardo è sempre quello che mai nessuno riuscirà a cambiarci!

Alessandro DI Battista ricorda Gianroberto Casaleggio

di Alessandro DI Battista Se dovessi associare tre parole a Gianroberto, queste sarebbero fiducia, lealtà e ascolto. Gianroberto mi propose di scrivere un libro avendo letto solo un mio articolo. Vide nei miei occhi che avevo una gran voglia di raccontare e che, forse, la scrittura in quel momento mi avrebbe aiutato a uscire dai guai. Scrivere è come fare terapia: metti assieme i pezzi, unisci i punti e prepari i nuovi passi.

Mio padre non ha mai tenuto per se palloncini, li ha sempre donati agli altri

di Alessandro Melicchio: Un gruppo di cinquanta persone stava frequentando un seminario. Improvvisamente l’oratore si fermò e decise di fare un’attività di gruppo. Iniziò a dare un palloncino a ciascuno dei cinquanta partecipanti. Ad ognuno fu chiesto di scrivere con un pennarello il proprio nome su di esso. Poi tutti i palloncini furono raccolti e messi in un’altra stanza. Una volta riempita la stanza di palloncini l’oratore chiese ai cinquanta seminaristi di rientrare dentro e trovare il palloncino col proprio nome entro cinque minuti.