smettetela di sognare un potere totale

Del prof Francesco Erspamer:

“E adesso mi tocca anche leggere i deliri di mancata onnipotenza di alcuni pentastellati o sedicenti tali, convinti non si sa su che base che se lo scorso anno il M5S si fosse rifiutato di andare al governo chiedendo invece un ritorno alle urne, alle successive elezioni avrebbe ottenuto una maggioranza assoluta e il mandato per fare quello che gli pare.

Innanzi tutto sono patetiche illusioni. Agli italiani non piace andare a votare e avrebbero punito il partito più votato per essersi rifiutato di governare.

Per non dire del fatto che Mattarella si sarebbe inventato un governo tecnico. Ma il punto principale è che il M5S non andrà mai al di là del 30-35%, come non ci andarono mai Forza Italia o il Pd o il PCI. Persino la DC, in circostanze storiche ben diverse, dopo il 1958 non riuscì più a superare la soglia del 39%.

Per cui smettetela di sognare un potere totale, quasi foste un Salvini qualsiasi; per fortuna l’Italia, malgrado gli sforzi di Renzi, non ha (ancora) un sistema elettorale maggioritario all’americana, in cui chi vince si prende tutto, anche se a votare ci fosse andato un terzo dell’elettorato.
Se è questo che volete, non sono dalla vostra parte. Credo nella democrazia e nel pluralismo, non in chi siccome pensa di avere ragione allora pretende i mezzi per imporre la sua ragione. Tutti gli integralisti sono sicuri che Dio voglia quello che vogliono loro. Certo, i partiti devono essere di parte, e dunque faziosi; ma poi, quando sono in gioco le istituzioni e lo Stato, devono misurarsi e interagire con altri partiti, e più partiti ci sono meglio è.

Per questo alle elezioni è necessario un sistema proporzionale puro, senza premi e senza sbarramenti, come negli anni che resero prospero il nostro paese. Soprattutto, è necessaria una fiducia nella politica, anzi un piacere della politica, che è confronto, conflitto, compromesso, capacità di sviluppare strategie e di modificarle in mutate contingenze.

Fra l’altro, se anche in Italia verrà imposta la tirannia della maggioranza, con due soli partiti entrambi al servizio delle lobby fra cui scegliere, per il M5S non ci sarà posto. Il M5S è un partito di cambiamento e pertanto di connessione, poco interessato e poco portato al potere assoluto; un partito popolare e populista, che ambisce a modificare la società per realizzare il bene comune, non quello di un particolare gruppo, e un’idea di futuro radicata nel nostro passato.”