Scarcerazione di Carola Rackete: Ordinanza irresponsabile

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Sentendo della scarcerazione di Carola Rackete sono rimasto sbigottito e ho voluto verificare gli atti. L’ordinanza è assurda.

la giudice che ha ordinato la scarcerazione di carola rackete

Il GIP di Agrigento non ha convalidato l’arresto e ha ordinato la scarcerazione di Carola Rackete. Motivazioni assurde che scardinano l’ordinamento delle Forze Armate.

Ho già scritto che il Decreto Sicurezza bis è scritto con i piedi (Decreto sicurezza bis: Salvini depenalizza reati e blatera di arresti).

La giudice nega responsabilità penali fino alla sera del 29 giugno e, in parte, fin qui ha ragione.

Quando a pagina 12 scrive:

Peraltro, l’eventuale violazione dell’art. 11 comma 1 ter – si ribadisce sanzionata in sola via amministrativa […]

dice esattamente quanto avevo scritto nell’articolo precedente: Salvini ha depenalizzato, ma solo per le navi che trasportano clandestini, il “Rifiuto di obbedienza a nave da guerra” (art. 1099 del Codice della Navigazione).

Qui c’è l’ordinanza di scarcerazione di Carola Rackete nella versione integrale.

È vero che le sentenze non si commentano. Si rispettano. Però è anche vero che se una giudice pensa di scardinare l’ordinamento delle Forze Armate, allora diventa dovere civico ribellarsi.

Le abberrazioni dell’Ordinanza di scarcerazione di Carola Rackete

Dopo aver proposto l’unica riga che condivido, andiamo alle stranezze.

Sempre a pagina 12, si legge:

Beh, è estremamente strano che si parli di salvataggio e di naufragio.

Qui alcune ricostruzioni che la presentano diversamente

e poi un’altra

e un’altra ancora

Ma fosse stato solo questo non mi sarei permesso di commentare la sentenza. Potrebbe darsi che nessuno lo abbia fatto notare alla Giudice.

Entriamo, adesso, nella sfera di competenza della Giudice Vella: Leggi e sentenze.

La sentenza della Corte Costituzionale citata “mentula canis”

A pagina 11 la Giudice scrive:

L'ordinanza di scarcerazione di carola rackete scardina Forze Armate e Forze dell'OrdineSalto sulla sedia!

La Corte Costituzionale può aver mai negato la qualifica di Nave da Guerra a una motovedetta della Guardia di Finanza?

Ma le unità della Guardia di Finanza sono iscritte nel registro delle unità militari e battono la “Bandiera italiana di Guerra”.

Poi noto che la parte virgolettata è estremamente breve. Poco prima aveva riportato nella sua interezza l’intera informativa della Guardia di Finanza.

Come mai?

Ecco la Sentenza della Corte Costituzionale n° 35/2000.

Si tratta di una sentenza che riguarda l’ammissibilità di un referendum sulla smilitarizzazione della Guardia di Finanza. Referendum che, per inciso, la Consulta ha ritenuto inammissibile.

C’entra come i cavoli a merenda.

Ecco la “materia” in discussione

sentenza della Corte Costituzionale citata nell'ordinanza di scarcerazione di carola racketeEd ecco il “passaggio incriminato” (click per ingrandire)

In rosso la riga che la Giudice ha letto, mentre in blu c’è la parte che ha dimenticato di leggere.

In quella sede, la Consulta non doveva specificare tutti i casi in cui le motovedette della GdF sono considerate “Navi da Guerra”, Ha semplicemente richiamato i casi principali e fatto riferimento all’art. 200 del Codice della Navigazione.

Da Normattiva, possiamo leggere:

In blu la parte che la Corte Costituzionale ha omesso.

Ma sottolineo, l’omissione non significa nulla.

L’argomento del contendere era altro e nessuna parte del Codice della Navigazione è stato giudicato incostituzionale!

Anzi, l’articolo 200 è richiamato nella sua interezza dopo aver semplicemente fornito alcuni “spunti”.

Ulteriore elemento di “comprensione”, di cui un Giudice non dovrebbe aver bisogno, è il riferimento agli artt. 5 e 6 della legge 13 dicembre 1956, n. 1409 (Norme per la vigilanza marittima ai fini della repressione del contrabbando dei tabacchi).

La “Giudice” è disattenta? Legge ciò che le pare tralasciando ciò che non conferma i suoi convincimenti politici?

Tenta di scardinare incostituzionalmente l’ordinamento delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine.

In termini tecnici, potremmo dire che l’unico riferimento giuresprudenziale che la “Giudice” ritiene «condivisibile» è completamente “inconferente”, per dirla in termini tecnici.

In volgo, sarebbe «non c’entra una beneamata mazza».

La Corte di Cassazione sulle motovedette GdF quali “Navi da Guerra”

Parrebbe che la Giudice, pur di andare a trovare una frase che potesse consentirle la scarcerazione di Carola Rackete abbia pure “saltato” alcuni importanti orientamenti giuresprudenziali.

È il caso, ad esempio, della Sentenza della Corte di Cassazione penale – sez. III – n° 31403 del  31/09/2006.

Cassazione Penale del 2006. Pertinente con la scarcerazione di Carola Rackete

A me pare un filino più pertinente della Sentenza della Corte Costituzionale. Non pare così alla “Giudice”?

O, secondo la GIP Alessandra Vella, la Cassazione nel 2006 ha emesso una sentenza incostituzionale, secondo la SUA PERSONALE interpretazione della Sentenza della Consulta del 2000?

E che dice la Cassazione Penale a proposito delle imbarcazioni della Guardia di Finanza (click per ingrandire)

La Giudice spieghi

  1. Travisando le motivazioni della Consulta, si rende conto che, di fatto, ha reso vigenti alcune delle modifiche previste dal Referendum rigettato dalla Corte Costituzionale?
  2. Rifiutando di riconoscere la qualifica di “Nave da Guerra” alla motovedetta della Guardia di Finanza, si rende conto che ha scardinato l’intero ordinamento delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine?
  3. Come mai la Giudice Penale Alessandra Vella risale a una assolutamente inconferente sentenza della Consulta del 2000 (estrapolandone 4-5 parole) glissando su una conferentissima sentenza della Cassazione Penale del 2006 interamente dedicata all’argomento?

Arrestare la Giudice Vella?

Sia mai che qualche Giudice competente per giudicare i giudici di Agrigento apra un fascicolo.

Potrebbe anche considerare quell’ordinanza di scarcerazione di Carola Rackete quale “Delitto contro la Personalità dello Stato”.

Chi invoca l’intervento di Bonafede, non ha capito come funziona l’ordinamento giudiziario.

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FONTE: http://ilcappellopensatore.it/