Quello che i Media non scriveranno mai sulle concessioni autostradali al gruppo Benetton

Da brividi!
Ecco perché la Lega Nord vuol far fuori Toninelli

Quello che i Media non scriveranno mai sulle concessioni autostradali al gruppo Benetton

Di GAETANO INTRIERI

Un anno ad oggi il nostro Paese viveva una delle tragedie più devastanti della storia Repubblicana, fu proprio quella tragedia che mi convinse ad accettare l’incarico di Consulente del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Da qualche tempo il Ministro Toninelli ed importanti esponenti del Movimento 5 Stelle mi chiedevano di accettare l’importante incarico che mi avevano offerto, io ero riluttante per due essenziali motivi: il primo è che sono innamorato del mio lavoro che mi riempie la vita perché mi da la possibilità di vivere all’interno di un mondo globalizzato come è quello del trasporto aereo ed il secondo era dovuto al fatto che avevo parecchi dubbi che il sistema Italia avrebbe permesso un vero cambiamento del Paese. Sapevo inoltre di essere mediaticamente vulnerabile per via della mia vicenda giudiziaria legata al mio ruolo di amministratore delegato di Gandalf Airlines e che tale vicenda sarebbe stata strumentalizzata in qualsiasi momento per fermare la mia azione. Ma quel ponte spezzato in due non mi dava pace ed ero convinto di poter dare il mio contributo al Ministro per venire a capo di cosa si celasse dietro il contratto di concessione autostradale. Così il 20 Agosto scrissi questo whatsapp:

Essenzialmente, il mio mandato era quello di riorganizzare il sistema del trasporto aereo in Italia, ma di fatto il rapporto umano creatosi con il Ministro fece si che che diventai il suo consulente per molte faccende: oltre al trasporto aereo mi inizia ad occupare dell’aereo di Stato A340, di Anas e di ENAV e delle concessioni autostradali ed aeroportuali. Iniziai a dedicarmi a questi fascicoli con il pieno supporto del Ministro. Lavoravo anche sino alle 3 di notte senza quasi accorgermi dello scorrere del tempo, sempre più incredulo di fronte allo scempio di denaro pubblico perpetrato a danno di noi cittadini contribuenti. Scoprii per esempio che il gemello dell’aereo che era stato proposto al lessor americano per cui lavoro a 7,5 milioni di dollari, era poi diventato l’aereo di Stato, proprio lui, noleggiato allo Stato Italiano per un importo complessivo di 168 milioni di Euro con un prepayment previsto pari a 4 volte il valore dell’aereo stesso. Scoprii che nel bilancio Anas poi consolidato da Ferrovie dello Stato vi era un buco di 2 miliardi circa ed inoltre consolidai il mio lavoro di analisi sul dissesto di Alitalia informando le autorità competenti di quello che avevo scoperto. Circa il contratto di concessione autostradale, dopo non poche resistenze e grazie al continuo supporto del Ministro Toninelli, riuscii a venire in possesso dell’intero contratto di concessione compreso l’atto aggiuntivo Allegato E:

Capii già ad una prima lettura che i consulenti del gruppo Atlantia erano stati molto bravi a confondere le idee dei funzionari del Ministero e quindi iniziai ad analizzare dettagliatamente tutte le incongruenze che copiosamente incontravo nel mio lavoro di analisi economico finanziaria.

Il Ministro Toninelli era sconvolto, quel Ponte era lì, spezzato in due a testimoniare il dramma di un Paese in cui corruzione, loschi affari e consociativismo sono state le linee guida di ogni strategia politica e, quell’immagine che in pochi minuti aveva fatto il giro del mondo, era li a testimoniarlo in tutta la sua crudezza. Mi era ben chiaro che dentro quel Ministero, molti dei burocrati che vi risiedevano erano in qualche modo legati al sistema che aveva permesso la firma di un contratto di concessione con enormi vulnus a danno della collettività, ma in quel Ministero c’erano anche persone per bene che mi supportarono nel venire a capo di tutta la documentazione che mi era necessaria per svolgere il mio lavoro. Era tutto un segreto, lo stesso contratto di concessione era secretato, per cui i cittadini italiani ovvero i veri contraenti della concessione, non ne potevano conoscere i contenuti. Pensavo alle 43 anime salite in cielo ed alla loro fine atroce, pensavo allo scempio che tutti i giorni si materializzava ai miei occhi nell’analizzare carte e documenti di settori nevralgici dello Stato e sempre più comprendevo che quando pago le mie tasse di fatto per un buon 50% sono soldi che sto regalando a qualche intrigo tra politici, prenditori e faccendieri.

I media, in quel momento dovevano per forza tenere un profilo orientato a censurare la gestione della concessione da parte di Atlantia, quei morti e tutto quello che ne conseguiva, non lasciava loro altra scelta. Proprio in quei giorni Atlantia e comunque il gruppo Benetton, incaricarono uno delle società più potenti in Italia in tema di comunicazione e media: la Barabino e Comin & Partners di affiancare il capo della comunicazione del gruppo Francesco Delzio nel prendersi cura della gestione mediatica del gruppo la cui credibilità ed onorabilità era ai minimi storici ed anche il mercato, ovvero la borsa, punì con vendite copiose sul titolo, la gestione della controllata “Autostrade per l’Italia” da parte di Atlantia.
Il dott. Francesco Delzio aveva parecchi agganci al Ministero e non è un caso che la sua compagna fosse la portavoce del vice Ministro Nencini, l’uomo a cui il Ministro Delrio, firmatario dell’allegato E di cui sopra, aveva delegato la Direzione Generale della sicurezza stradale.

Capii quindi che stavo mettendo mano a cose che dovevano invece rimanere nei segreti inconfessabili di questo Paese e mi era anche abbastanza chiaro che da li a poco qualcuno avrebbe certamente tentato di screditarmi usando ogni mezzo lecito ed anche meno lecito. Francamente mi importava davvero poco e ne mi spaventai più di tanto quando vennero sin sotto la mia casa ad avvisarmi che dovevo farmi i “cazzi miei”. Avvisai gli uomini della Guardia di Finanza con cui da tempo stavo collaborando, avvisai il Ministro ed infine una sera a cena ne parlai con le persone a me più care nel Movimento 5 Stelle. Come ho più volte sottolineato sono asettico alla politica non voto da anni e sono un inguaribile nostalgico di Berlinguer e Pajetta che reputo dopo mio padre il mio più grande maestro di vita. Questo per precisare che il mio rapporto con alcuni esponenti del Movimento era essenzialmente umano, basato sulla chiarezza e sul fatto che il mio contributo sarebbe stato comunque di breve durata in quanto il mio lavoro nel trasporto aereo è la mia vita e non avevo alcuna intenzione di occuparmi di altro se non provvisoriamente. Ciò premesso, le due persone con cui familiarizzai più di altri furono Paola Taverna e Roberta Lombardi. Con Paola si creò davvero un rapporto speciale, Lei è una persona “vera” una che crede davvero in quello che fa al di la di come la si pensi. Dissi a Paola come stavano le cose ed anche il fatto che probabilmente mi avrebbero attaccato perché mio malgrado avevo in mano documenti inequivocabili che provavano lo sperpero di denaro pubblico e il livello di corruzione vigente nel Paese. Sapevo che dovevo fare presto nel finire ciò che stavo facendo perché di li a poco la merda che mi sarebbe caduta addosso sarebbe stata copiosa e dopo di me sarebbe toccato lo stesso trattamento al Ministro Toninelli e sapevo inoltre che in altro Ministero c’era qualcuno che ordiva contro di me per la faccenda dell’aereo di Stato e quel qualcuno era davvero vicino al capo politico dei 5 stelle per cui anche dentro il Movimento, c’erano e ci sono persone davvero attigue al sistema di potere che il Movimento stesso voleva combattere. Il 10 Settembre proprio qualche giorno prima che iniziasse il bombardamento mediatico che ho subito riuscii a redigere il documento che di seguito tutti potete leggere.

Ho deciso di publicarlo oggi ad 1 anno esatto da quella immane tragedia e vuole essere il mio piccolo omaggio alla memoria di 43 anime volate in cielo, uccise dall’ingordigia del potere e dal vil denaro.
Buona lettura.