Caro Luigi, noi siamo la tua vera testuggine romana, quella che auspicavi tu.

Di Claudia Cucuccio :

Ricordate? Serriamo i ranghi, a testuggine. Era questo che chiedeva Luigi pochi mesi fa ai suoi parlamentari, unione e compattezza contro gli attacchi che, appena al Governo, per i pentastellati erano decuplicati rispetto a prima del 4 marzo… lo chiedeva, Luigi, anche e soprattutto a chi storceva il naso e fingeva di starci oppure da subito manifestava fastidio, chissà, forse pure invidia nascosta, per la figura del capo politico del MoVimento.

E questi “alcuni” adesso, dopo la sconfitta alle Europee, chiedono la testa di Luigi, vogliono le sue dimissioni da capo politico, reputandolo il principale responsabile di quanto è successo. Dimenticano, costoro, che Luigi HA FATTO PIÙ DI TUTTI LORO MESSI INSIEME.

Solo che il sistema mediatico TUTTO non lo racconta, il mainstream racconta un’altra storia, infame, falsa, squallida. I giornali sono scatenati, ogni titolo in prima pagina sia prima che, a maggior ragione dopo le europee, è un massacro nei suoi confronti. Titoli e articoli vergognosi di giornali invenduti ma che diffondono la loro vendetta per il tramite consenziente delle tv che trasmettono più volte al giorno la “rassegna stampa” nei tg, perché così anche a chi non vuol leggere arriva comunque l’infame messaggio che vogliono far arrivare. Per non parlare di opinionisti sparsi ovunque col loro veleno, a dirne di ogni.

La verità, invece, è che già dal primo giorno della nascita del Governo gialloverde, mentre alcuni pentastellati si rilassavano avendo conquistato il loro piccolo o grande ruolo nelle istituzioni, gli stessi che ora vogliono la sua testa e che invece dovrebbero ringraziarlo milioni di volte, Luigi Di Maio ha invece cominciato a correre di qua e di là, non si è mai risparmiato di ascoltare lavoratori e aziende in crisi, imprenditori diffidenti, giovani irrequieti, risparmiatori truffati, disoccupati disperati; ha incontrato e discusso più che egregiamente con ministri e politici stranieri spesso curiosi di conoscere questo giovane ministro affabile ma determinato, competente ma mai altezzoso, ha firmato importanti accordi internazionali, ha ideato il Decreto Dignità che sta funzionando benissimo, ha preso decisioni coraggiose che mai nessuno al suo posto si era assunto la responsabilità di prendere dopo i danni causati.

Voi direte? È ovvio, è vicepremier e a capo di due ministeri importantissimi. Ma non era così scontato. Non ricordo la stessa intensissima energia, lo stesso enorme impegno profuso dai suoi predecessori nel pari ruolo di ministro, non ricordo, soprattutto, la stessa generosità.

Perché di questo si tratta. Troppa generosità non paga, forse. E tu, Luigi, ti sei speso al limite delle tue possibilità, senza mai fermarti, sempre col sorriso, anche se a volte con il viso stanco e gli occhi cerchiati per il poco sonno. Non era dovuto, non era per forza che dovevi spenderti così. Eppure lo hai fatto. E sei stato lasciato quasi sempre solo, a fare tutto tu per il MoVimento; è vero, sei il capo politico, ma con mille oneri più che onori. Mentre gli altri si adagiavano.

Ci sono tante cose da sistemare nel MoVimento, perché la perfezione non esiste e se c’è stata una sconfitta così grande, si deve capire perché. Ma non puoi essere soltanto tu, l’errore, Luigi. Non puoi pagare solo tu mentre chi ti accusa non ha fatto nemmeno un millesimo di quello che tu hai fatto in questo ultimo anno.

Diranno: è lui il capo politico, è giusto che faccia un passo indietro. Rispondo: sappiamo tutti che Luigi è un eccellente ministro e un grandissimo “politico” come non se ne sono mai visti negli ultimi trent’anni. E se sono vere entrambe le affermazioni, perché non dovrebbe più fare il capo “politico” del MoVimento?

Tutti devono prendersi le proprie responsabilità adesso. TUTTI devono fare mea culpa anziché chiedere solo a lui di fare un passo indietro.

Perché, ripeto, nessun pentastellato ha fatto in questo anno quello che ha fatto Luigi per il MoVimento e per il Governo, per tutti noi.

Resta dove sei, Luigi Di Maio, tu meriti di stare dove sei più di chiunque altro. Resta, sostenuto da tutti noi che ti seguiamo, ti stimiamo e ti vogliamo bene, noi che, forse, siamo la tua vera testuggine romana, quella che auspicavi tu.

Claudia Cucuccio