La trappola leghista

Di Francesco Erspamer:

Salvini e i suoi leghisti sono scaltri. A parole sono per il governo gialloverde e i giornali danno enorme risalto a questa loro fedeltà. Poi lo pugnalano alle spalle, per esempio riempiendo di soldi i radicali, ossia il partito più liberista che ci sia in Italia e quello più ostile a Conte; ma sempre agiscono di nascosto, nell’ombra, e i giornali tacciono. Lo scopo? Semplice: far sì che a far cadere il governo sia il M5S. Dopo di che loro, i leghisti, farebbero il pieno dei voti e poi un governo da soli, con Pd e FI come stampelle a giorni alterni. E il M5S, privo di sbocchi, resterebbe nella palude del 25% e pian piano si dissolverebbe, eventualmente piegato da leggi ad hoc oltre che da una campagna mediatica già ora senza precedenti per violenza e faziosità. Mentre se a far cadere il governo fosse Salvini, sarebbe la Lega a pagarne le conseguenze.

Per cui servono nervi molto saldi, serve con urgenza prendere il controllo di un canale Rai, di un’altra televisione e di un giornale, serve una scuola quadri che addestri dei guastatori pentastellati a provocare i liberisti e i liberal (leghisti inclusi) spingendoli ad azioni inconsulte. Non basta avere ragione; bisogna saperla dimostrare e difendere, con determinazione e con intelligenza.