POST RACKETUM.

di Pino Cabras:

Nei confronti degli avversari è sempre comodo usare la mossa polemica della “reductio ad hitlerum”. Nessun confronto sarà più legittimato.
Verso amici e amiche che violano le leggi funziona invece a meraviglia la “reductio ad rosam parcos”, con la variante della “reductio ad antigonam”. Nessuna contestualizzazione sarà ammessa.

Come corollario provinciale italico, le regole prevedono la “disapplicatio ad Macronum”, la “conventio ad salvandum Sanchezum” e ogni sorta di guarentigia che escluda da inopinate accuse di fascismo qualsiasi governo del Mare Nostrum, dell’Europaradiso e del globo intero che abbia pretese sul proprio Limes, spesso più rigide di quelle nostrane.
Infine trionfa il “silentium ad sedationes teutonicas”, direttamente proporzionale al baccano di Lampedusa, che prevede di non aprire bocca sulle migliaia di migranti sedati coattivamente in Germania e rispediti in Italia.

Gigantesche travi sono nel frattempo conficcate negli occhi di progressisti con la bava alla bocca, che urlano inconsapevoli frasi d’odio indistinguibili da quelle degli urlatori della destra.

In un paese esposto all’arrembaggio di ogni speculazione e provocazione sul tema migratorio non è facile poter pretendere le revisioni dei trattati a un’Europa a sua volta affetta dalla “reductio ad austeritatem”.