Mozione di sfiducia: Salvini la ritiri e metta Giorgetti al MEF

Di Stefano Ali’ :

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La mozione di sfiducia serve solo a ristabilire un falso dualismo destra-sinistra. Affossare la “crisi del sistema” per restaurare il sistema.

mozione di sfiducia-Giorgetti si esponga

Salvini ritiri la mozione di sfiducia. Smetta di fare il “cartonato” della vecchia Lega Nord. Metta Giorgetti al Ministero dell’Economia, piuttosto. Flash on/flash out. Prenda esempio da Trump e non segua Bannon, per una volta!

Strano che uno come me, che sostiene l’autonomia e la sovranità del proprio Paese, faccia riferimento a Donald Trump.

Però è indispensabile perché credo che questa crisi sia stata determinata da fattori endogeni, ma anche e sopratutto da fattori esogeni.

Trump mi piace e non mi piace che si confondano le sue politiche con quelle di Steve Bannon e del suo giro. I neocon di Ledeen, Victoria Nuland e il fù senatore McCain.

Ambienti e personaggi che Trump odia e non capisco come si possa fare ad associare Trump a Bannon e così sostenere che la Lega di Giorgetti, amatissima da Bannon, sia nel cuore di “The Donald”.

Perché mi piace Trump

Donald Trump è il primo Presidente degli Stati Uniti a non aver avviato alcuna guerra. Anzi le ha evitate.

Bolton e Bannon spingevano per l’intervento militare in Argentina a favore di Guaidò.

Trump ha temporeggiato e alla fine non è intervenuto.

I neocon di Bannon volevano che gli USA dichiarassero guerra all’IRAN ma alla fine Trump quel bottone rosso non lo ha schiacciato.

Donald Trump è stato il primo Presidente USA a visitare la Corea del Nord.

Nonostante il disappunto di Bannon, Trump avvia con la Cina una guerra commerciale e anche su quella ci va cauto.

Sarebbe stato più semplice mandare ONG e CIA in Tibet per fomentare una ribellione, come i Presidenti USA di “destra e sinistra” erano soliti fare. Da Ultimo con l’Ucraina.

Ma Trump non lo ha fatto.

Piuttosto Donald Trump pensa al ritiro delle forze USA da Afganistan e Siria.

L’Ucraina

Proprio l’Ucraina è il terreno di scontro fra Donald Trump e i neocon USA. E probabilmente sarà il terreno di incontro fra Trump e Putin.

L’Ucraina nata dalle azioni della Nuland e McCain (e quindi del giro di Ledeen e Bannon) è l’Ucraina che ha ordito contro l’elezione di Trump nel 2016.

Complotto applaudito dal PD italiano che ci mise pure del suo.

Bannon

Bannon è il riferimento di Giorgetti, di Siri e di Arata. Ma pure di Rinaldi e della Meloni (di cui Rinaldi è la “quinta colonna”).

Gli esegeti che continuano a fare la “triangolazione” fra Lega, Bannon e Trump, riescono a tradurmi questo tweet di Tump?

Perchè Trump parla di Bannon solo al passato?

E sopratutto perché evidenzierebbe, senza alcun motivo apparente, il fatto che Bannon «joined me after I won the primaries» (in sintesi: Bannon è saltato sul carro del vincitore)?

Bannon, che col suo gruppo di neocon aveva finanziato, attraverso il sito “Free Beacon” la società GPS Fusion per trovare “materiale” che gli bruciasse le primarie.

Quando Trump vinse le primarie dei Repubblicani, Freee Beacon si ritirò. Peròa a quel contratto subentrarono i Clinton e da li nacque il “rapporto Steele”.

L’esito si vede anche dal “glorificato” viaggio di Salvini in USA. Caratterizzato da semplici “photo opportunity” e riaccompagnamenti alla porta, ma il Main Stream lo ha proposto come evento epocale (vedi Salvini in USA. I media si comportano come con l’altro Matteo).

Sloppy Steve has been dumped like a dog by almost everyone.

“Il fangoso Steve è stato scaricato come un cane da quasi tutti”.

Steve Bannon è ormai “materiale radioattivo” perfino per il Cardinale Burke!

.

È stato Bannon a ordinare alla Lega di staccare la spina, ma Trump non era sulla stessa linea:

Donald Trump è estremamente preoccupato della possibilità che in Italia si ristabilisca il finto dualismo destra-sinistra

Chiunque sostenga che sussista la relazione Bannon-Trump e, quindi, Lega-Bannon-Trump deve rivedere i conti.

Questa parentesi era necessaria per ciò che scriverò dopo.

Mozione di sfiducia: l’incarto della Lega

Con la mozione di sfiducia Salvini si è completamente incartato, come era ovvio.

Già alla votazione per stabilire il calendario d’Aula si è trovato contro una compattissima maggioranza parlamentare, che ancora non è maggioranza di Governo, ma rischia di diventarlo.

Salvini pensava che bastasse l’accordo con Berlusconi, la Meloni e Zingaretti per conquistare i “pieni poteri” a ottobre.

Forse non ha tenuto conto che le aule parlamentari sono ben diverse dalla spiaggia, gli scranni non sono la postastazione DJ e i pulsanti di votazione sono altra cosa rispetto alle tette della cubista.

Ha immaginato che Renzi fosse ben felice di farsi mettere fuori da Zingaretti, ma i gruppi parlamentari PD sono saldamente nelle sue mani.

Potrebbe essere anche l’errore dietro l’angolo per il Movimento 5 Stelle.

Perché adesso le probabilità più concrete sono due:

  • ritiro della mozione di sfiducia e raccattare i cocci di una maggioranza che Salvini ha fatto a brandelli
  • costituzione di un nuovo Governo M5S-PD.

La seconda opzione non mi entusiasma affatto, devo ammettere, e fra poco spiego il perché.

Intanto proseguo con la Lega.

I “Colonnelli”

I “Colonnelli” che fino a ieri spingevano in ogni modo perché Salvini facesse cadere il Governo, ora fischiettano guardando altrove.

Da Giorgetti, ineffabile e onnipresente quando c’è da tramare a Centinaio.

Perfino Zaia, che ha immediatamente applaudito perché vedeva avvicinarsi la sua secessione travestita da autonomia, adesso è stranamente silente.

Un retroscena raccontato dal “Fatto Quotidiano“:

Le giustificazioni di Salvini sembrano fragili: parla di “casini interni”del bisogno di una “campagna elettorale per compattare la Lega, sai c’è anche chi vuol farmi fuori,ora non si può più rinviare”.

Buongiorno Alice! Era chiaro da tempo, però.

Mentre Salvini veniva spedito per sagre, feste e mojito come fosse un “cartonato”, Giorgetti organizzava la SUA Lega.

Fossi in Salvini non mi stupirei se anche la questione del “rubligate” fosse una mossa coercitiva dei suoi.

Troppe cose non tornano

Buzzfeed. Strana coincidenza.

È stato proprio Buzzfeed a pubblicare senza verificare quel rapporto Steele che poi si rivelò una bufala.

Quel rapporto di cui il Senatore McCain, amico di Bannon e nemico giurato di Trump chiese conto e ragione all’FBI sul perché non avesse dato seguito.

Buzzfeed, nientedimeno!

Quelli che misurano il pene dei loro dipendenti per dimostrare di averlo più lungo di un pollice rispetto alla media mondiale

L’accordo M5S-PD

Uno dei possibili risultati di questa follemente irresponsabile, oltre che ridicola nel testo, mozione di sfiducia potrebbe essere un accordo fra Movimento 5 Stelle e PD.

Come ho già scritto, l’ipotesi non mi appassiona.

Con quale PD?

Con quello di Zingaretti?

Come ampiamente dimostrato, Zingaretti non controlla per niente i gruppi parlamentari, saldamente nelle mani di Renzi.

L’accordo fra Salvini e Zingaretti, infatti, è fallito miseramente proprio per questa ragione.

E, tra l’altro, ha fatto tornare alla ribalta Renzi che altrimenti se lo sarebbe solo sognato.

Un eventuale accordo col PD non potrebbe mai prescindere da Renzi.

E molte questioni “sul tavolo” per Renzi non sono affatto digeribili. Giusto per esempio, che fine farebbero

  • Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche;
  • Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti di Bibbiano e perfino la “squadra speciale” organizzata da Bonafede
  • Indagini e approfondimenti sull’ormai probabile ruolo dei Governi Renzi e Gentiloni nello “Spygate” di cui ho parlato ampiamente qui e qui (ed è anche la ragione della lunga parentesi iniziale).

Renzi voterebbe una riforma della Giustizia che blocca la prescrizione? Voterebbe una riforma che impedirebbe a Lotti di avere diretta e profonda influenza sul Consiglio Superiore della Magistratura?

Potrebbe votare misure come il “salario minimo” o gli interventi sui contratti dei riders, che sono l’aperta antitesi del suo “Jobs Act”?

No. Un accordo col PD non mi appassiona per niente.

Rimettere insieme i cocci?

Posto che ritengo che il ricorso alle elezioni sia una iattura, perché implicherebbe l’aumento automatico dell’IVA e quindi la stagnazione dei consumi, resta la possibilità di rimettere insieme i cocci.

Salvini ovviamente dovrebbe prendere atto della sua inadeguatezza quale Ministro dell’Interno, visto che probabilmente fra sagre, feste, mojito e tette non conosce neppure l’indirizzo del Viminale

Salvini dovrebbe “venire a Canossa”.

Dovrebbe chiedere scusa agli italiani con il capo cosparso di cenere per aver gettato il Paese in una situazione semplicemente allucinante!

E fare anche un’altra cosa: smettere di consentire a Giancarlo Giorgetti di lavorare nell’ombra.

Occorre metterlo in piena luce.

Occorre che Giorgetti vada al Ministero dell’Economia e Finanze al posto di Giovanni Tria.

Tanto lo comanda lui, con i vari Garavaglia e Bagnai.

E la si smetta con la retorica “Tria lo ha voluto Mattarella”.

È falso! Giovanni Tria è uomo della Lega. Basta ripercorrere i fatti di maggio-giugno 2018. Perfino Di Battista, in una puntata di “Otto e Mezzo” ( 01/06/2018) dichiarò che il MEF era in quota Lega. Dichiarò anche che se la Lega avesse voluto proporre Bagnai, al M5S sarebbe stato bene.

Ripercorriamo quei momenti in “punti elenco”.

La formazione del Governo

  • Paolo Savona venne indicato per il Ministero dell’Economia e Finanze
  • Mattarella pose il veto e Conte rinunciò all’incarico
  • Mattarella chiamò Cottarelli
  • Nel frattempo lo spread schizzò alle stelle e Cottarelli non trovò una maggioranza
  • La figuraccia di Mattarella fu galattica e Cottarelli, prima volta nella storia, fuggì dalla porta del retro del Quirinale
  • Mattarella richiamò Conte, chiedendo solo di non esagerare nell’umiliarlo
  • Savona venne indicato Ministro per gli Affari Europei
  • Tria, su indicazione di Savona, diventò il Ministro dell’Economia e Finanze.

E se non bastasse, basterebbe guardare ai fatti. La “famigerata” lettera all’Europa in cui venivano trovati i fondi per la Flat tax tagliando dallo Stato Sociale era stata concordata con la Lega!

Salvini si ridimensioni e costringa Giorgetti a uscire dall’ombra

Salvini riveda quella mozione di sfiducia che nel testo è la più ridicola che la storia d’Italia ricordi.

Faccia anche un esame di coscienza: Quale ritiene sia la sua “dimensione?

Fare il cretino al Papeete con il naso fra le tette della cubista, gli occhi stralunati e la lingua fuori dalla bocca?

Allora non può fare neanche l’usciere in un ufficio pubblico! Altro che Ministro dell’Interno o, addirittura, il Presidente del Consiglio!

Ritiri quella mozione di sfiducia ridicola e irresponsabile e, sopratutto, impedisca a Giancarlo Giorgetti di continuare a stare nell’ombra al centro di ogni trama.

Giorgetti al MEF e si riparta!

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FONTE : Il Cappello Pensatore