L’esplosione dei Benetton

Di Tommaso Merlo:

Dopo una strage come quella di Genova, i Benetton avrebbero dovuto chiedere scusa, recedere dalle concessioni e scappare all’estero dalla vergogna. Ed invece sono ancora lì, come nulla fosse e minacciano Di Maio perché le sue parole fanno crollare le loro azioni in borsa. Già, del crollo del ponte e dei morti non gliene frega nulla, del crollo delle loro azioni invece gli interessa eccome. È l’arroganza tipica del vecchio regime e di lobby come quella dei Benetton che sono stati abituati a comandare in Italia. Erano lobby come la loro i veri padroni del paese. Lobby che pagavano profumatamente i partiti e mandavano in parlamento uomini di fiducia per difendere i loro interessi. Ma oltre ad una politica complice e al loro servizio, potevano contare su un’informazione comprata e schiavizzata per nascondere le loro magagne e proteggergli la reputazione mentre intascavano miliardi alle spalle dei poveri cristi. Oggi Di Maio alza la testa come la politica e lo Stato non avevano mai osato fare prima. E questo perché  il cittadino di Maio non è comprabile e non è ricattabile e tantomeno lo è il Movimento che rappresenta. Ed è qui, ed è in queste situazioni che si capisce in cosa consista il cambiamento introdotto dal Movimento 5 Stelle nella politica italiana. Ed è qui, ed è in queste situazioni che si capisce il perché i reduci del vecchio regime e la stampa schiava delle lobby stanno cercando di distruggere il Movimento 5 Stelle e far saltare il governo con una ferocia inaudita. Perché il Movimento è estraneo alla vecchia porcilaia, perché è libero, perché è dalla parte dei morti sotto il ponte che meritano rispetto e giustizia e dalla parte di tutti i cittadini che hanno il diritto di viaggiare su strade sicure e senza venir derubati al casello mentre Lorsignori s’intascano miliardi. Il Movimento per loro è pericolosissimo. È il nemico d’abbattere. È questo il vero scontro politico in atto oggi in Italia. Da una parte i cittadini rappresentati dal Movimento 5 Stelle, dall’altra un regime moribondo con le mani e la reputazione sporche che se ne fotte perfino di catastrofi come quella di Genova e vuole continuare a speculare e comandare nel nostro paese. La battaglia sulle concessioni si preannuncia furiosa, ma come ha preannunciato Di Maio, il Movimento la combatterà fino in fondo. La vittoria potrebbe dipendere da come si schiererà Salvini. Se dalla parte dei morti e dei cittadini e della giustizia, oppure dalla parte delle lobby e del vecchio regime come con la TAV. Se si schiererà dalla parte del Movimento, oppure dei Benetton come da tradizione. E poi magari il 14 agosto Salvini si presenterà a Genova con l’abito nero e la faccia triste a piagnucolare fingendo di essere addolorato per le vittime e blaterando che certe tragedie non si devono più ripetere.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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