La grottesca parodia dell’accoglienza

Di Anthony Corradi:

E quindi è stata arrestata? La valorosa capitana bianca, ricca e tedesca col padre ex ufficiale che vende armi magari proprio a paesi africani impegnati in guerre che costringono poi le popolazioni a emigrare, alla fine è stata arrestata? Quella che ha salvato migranti dal mare libico, per costringerli poi ad un tour de force di 17 giorni in nave, ha ignorato le indicazioni da Bruxelles, ha evitato gli altri porti sicuri, se n’è altamente fregata di due sentenze, una del TAR e una di Strasburgo, che le davano ampiamente torto, se n’è infischiata delle leggi di uno stato e ha virato verso Lampedusa solo per fare la guerra a Salvini, regalandogli invece la più grande e gratuita delle propagande? Neanche Goebbels avrebbe sperato tanto. Ora che abbiamo saputo ieri a “L’aria che tira”, per bocca di quel “gola profonda” involontario di Faraone, che la capitana e i 5 parlamentari de sta ceppa si sentivano regolarmente per sapere quando i nostri eroi sarebbero potuti salire sulla SeaWatch e che ha deciso poi proprio lei di farli arrivare sulla sua nave per aumentare la propaganda (in pratica era tutto studiato), se c’è ancora qualcuno che si slancia nella santificazione di questa ragazzetta utile alla causa migratoria quanto io, vegana, lo sono alla causa carnista, vuol dire che la capacità di comprensione degli eventi è ormai ridotta ai minimi storici. Lei non è capitan Harlock, la SeaWatch non è l’Arcadia, Salvini, je piacerebbe assai, ma non è la regina Raflesia e l’Italia non è Mazone (chi conosce il manga, sa di cosa parlo). In più non basta avere i dreadlocks rastafariani, essere vegana e sembrare Fiorenza dei figli dell’amore eterno di “Un sacco bello” per apparire ribelli e compiere azioni di disobbedienza civile senza senso, che non portano proprio a nulla. Soprattutto a pagamento, perché tutto l’equipaggio è ben remunerato. Altrimenti, invece che guidare la nave di un’organizzazione tedesca piuttosto chiacchierata, l’unica tra le ONG che non volle firmare il codice Minniti (Minniti, non codice Salvini, poiché un codice non se magna, se scrive, e Salvini non sarebbe stato capace di scrivere neanche la parola “codice”), Carola poteva combattere nella sua Germania dove, come fu pubblicato proprio da La Repubblica, i migranti li sedano, li caricano sugli aerei e li rispediscono in Italia. Oppure accamparsi subito al di là di Ventimiglia, in terra di Francia, dove gli agenti di polizia francese varcano il confine e lasciano i loro immigrati nei boschi italiani, di notte, come i ladri.

Carola ha il papà ricco da far schifo, è figlia della buona società tedesca, probabilmente se la caverà con poco. In più, oggi come oggi, sentir dire che di lei “se ne occupano i magistrati”, fa un po’ pensare, viste le loro frequentazioni politiche… Salvini ha solo potuto fare la solita parte dell’ammazzasette spaccaquattordici, di più non riuscirebbe a fare. Il grosso lo hanno fatto Conte e Moavero, che con la pazienza del maestro Oogway di Kung fu panda, hanno dovuto nuovamente ribadire al nostro inutile quanto “de coccio” ministro dell’interno CHE-LA-LIBIA-NON-È-UN-PORTO-SICURO. I giorni in mare per quella povera gente sarebbero stati molti meno se la capitana coraggiosa avesse scelto altri porti vicini, se gli stati che dovevano farsi carico della propria quota di migranti avessero fatto da subito la loro parte onorando gli accordi presi e se fosse stato rispettato quel trattato di Dublino che a noi è stato sempre rappresentato come inoppugnabile e del quale l’Olanda, stato di primo soccorso, invece se n’è potuta liberamente infischiare.

Che grottesca parodia dell’accoglienza è stata messa in scena! Con l’appoggio insistente e colpevole di una stampa che ha ritenuto di relegare agli ultimi posti dell’interesse degli italiani il caso CSM/Palamara, il caso Consip/Lotti e soprattutto Bibbiano e i bambini sottoposti a torture fisiche e psicologiche a scopo di lucro, in pieno nazi-style. E a vantaggio di una telenovela mediatica, tra l’altro già vista l’anno scorso, dove la gara a chi sputa più lontano è stata giocata ancora una volta sulla pelle dei migranti che molto probabilmente non vogliono neanche restare in Italia, ma solo raggiungere, tramite l’Italia, altre nazioni europee.

L’informazione qui ha veramente toccato il fondo, ma chi dà retta a questa farsa il fondo lo ha oltrepassato. E soprattutto, dopo aver sentito Delrio, parlamentare che fa le leggi (Parlamento=potere legislativo) ed ex membro di un governo con Minniti, dire che le leggi si possono anche violare, non lo sentite anche voi quell’acre e pungente odore di presa per i fondelli?