La fuga di Salvini

Salvini è in fuga. Più passano i giorni, più lo scandalo russo puzza e più la posizione politica di Salvini è indifendibile. Conte riferirà alle camere. Il Premier è in imbarazzo e con lui tutte le persone perbene della maggioranza. Se davvero la Lega se la faceva coi russi, Conte non starebbe un minuto di più al governo e con lui tutto il Movimento. Se Salvini non chiarirà, il governo cadrà comunque. Ma da come si agita, sembra che Salvini voglia giocare in anticipo e scatenare lui la crisi. È disperato e sta cercando una via d’uscita al vicolo cieco in cui si è cacciato. Spera di guadagnare tempo buttandola in rissa e distraendo l’opinione pubblica. Una crisi di governo farebbe proprio il caso suo. La sua macchina della propaganda avrebbe un sacco di materiale con cui confezionare panzane quotidiane magari dando la colpa al Movimento tanto per cambiare. Scatenando la crisi Salvini non dovrebbe più rispondere in Parlamento e guadagnerebbe mesi in cui sperare che le indagini si arenino ancora e che passi la tempesta politica. Del resto, se fosse estraneo allo scandalo, Salvini sarebbe andato in Parlamento il giorno dopo l’audio di Buzzfeed e avrebbe denunciato tutti quelli coinvolti in quella trattativa. Buttandola in cagnara e scatenando la crisi, Salvini spera di salvare i suoi tifosi ed evitare che lo scarichino come un bidone renziano. Sono i tifosi la forza di Salvini, i sondaggi. Salvini è un fenomeno che si regge sul consenso dopato da una campagna elettorale ossessiva sia in rete che per strada e su congiunture politiche favorevoli come l’isterismo sull’immigrazione. Per questo Salvini se ne fotte della chiamata del parlamento, se ne fotte del rispetto istituzionale o delle prassi democratiche, il capitano risponde solo ai suoi tifosi. Quanto alla Lega, lui ne è il padrone assoluto, fa quello che vuole e da quando ha fatto il boom è diventato ancora più indomabile. In questi giorni Salvini sta dimostrando che se fosse al governo da solo, sarebbe davvero pericoloso per la tenuta della nostra democrazia. Sarebbe un premier padrone che si crede al di sopra delle istituzioni. Alla Putin. Altro che sorrisini di minchia nei selfie. Non c’è niente da scherzare. Un governo Salvini-Meloni porterebbe l’Italia indietro di decenni, ad un regime chiuso e bigotto ed isolato dal mondo. Un incubo. Ma se Salvini fa saltare il governo sullo scandalo russo, rischia tantissimo a livello politico perché è un casus belli tutto a favore del Movimento 5 Stelle. Il governo salterebbe perché la Lega ha perso il pelo ma non il vizio, perché si conferma un partito poco trasparente e inaffidabile e in balia di un padrone confusionario e inconcludente. Un padrone in fuga. Dalla realtà e forse anche da se stesso.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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