La fine di Salvini

Salvini sta perdendo il controllo, è in difficoltà. Sullo scandalo russo è apparso nervoso come non mai ed è ovvio che abbia mentito. Savoini – leghista da sempre – era il suo uomo in Russia da anni, era membro del suo staff. Se Salvini fosse davvero estraneo, non avrebbe mentito, avrebbe denunciato da subito Savoini e tutta la vicenda. Al momento è la bugia, è la reazione di Salvini, la principale prova che si tratti dell’ennesimo scandalo che travolge la Lega e di certo il più clamoroso anche senza rubli di mezzo. Un curriculum davvero impressionante quello leghista. Solo nell’ultimo anno dopo Siri, dopo Legnano, dopo Rixi e le cloache lombarde siamo all’ennesima tempesta. Alla faccia di una classe dirigente che il Movimento dovrebbe invidiargli. Ma questo scandalo è diverso dagli altri perché tocca il “capitano” che finora era ritenuto inviolabile. Oggi la Lega è Salvini. Se crolla lui, crolla giù tutto. Se crolla lui la Lega riparte dal 4 percento in attesa del prossimo Messia. Sono gli inconvenienti del leaderismo, di un partito che ruota attorno ad uomo solo al comando. Un uomo onnipotente e onnipresente come Salvini che nell’ultimo anno ha registrato un boom davvero impressionante. I panni da ministro dell’interno li ha indossati poco e male, in compenso non si è tolto un istante quelli da segretario della Lega. Non ha smesso un attimo di girare l’Italia a far selfie, non ha smesso un attimo di cinguettare su ogni cosa, non ha smesso un attimo di tessere tele anche internazionali. Come fosse drogato dal consenso, come se avesse ambizioni che vanno ben oltre questo governo. Una strategia di marketing vincente anche se molto del suo successo lo deve allo sfruttamento mediatico dell’immigrazione clandestina di massa che è il fronte politico più caldo per tutto l’Occidente. Una specialità leghista che in casa lo ha innalzato ad ennesimo Messia e sulla scena internazional ad ennesimo spauracchio italico. Davvero troppo. Salvini si è ritrovato di colpo al centro di un pandemonio politico e mediatico più grande di lui e sta perdendo la testa, sta perdendo il controllo. Invece di godersi le vittorie, Salvini ha sempre rilanciato finendo per creare una bolla sempre più grande e che non riesce più a gestire. Colpa di enormi limiti personali e di una Lega che nonostante la nuova confezione social, rimane un partito superato sia come struttura che come contenuti, un partito retrogrado legato mani e piedi al vecchio regime. Gran parte dei risultati del governo si devono al Movimento 5 Stelle, Salvini ha pensato più a se stesso, ha pensato più al consenso e a gonfiare a dismisura la bolla che lo avvolge. Vedremo se sarà questo scandalo russo l’episodio che la farà esplodere determinando la fine di Salvini. Di certo, siamo all’ennesima prova che affidare i destini del proprio paese al Messia di turno, è una deleteria idiozia che gli italiani non vogliono proprio capire.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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