Il vero volto di Salvini

Più governa, più vien fuori il vero volto di Salvini. Un personaggio ambiguo che dietro ai sorrisi da selfie, coltiva disegni politici strampalati in giro per il mondo. Un casinista che ondeggia da Trump a Putin con una disinvoltura imbarazzante finendo solo per creare confusione e attirando discredito verso il nostro paese. Comunque sia andata a Mosca, a prescindere se quel rublo sia arrivato o meno, ne emerge politicamente un quadro squallido che ricorda la vecchia politica stracciona che s’inchinava davanti ai potenti del mondo coltivando chimere di grandezza. La vecchia politica ipocrita che davanti ai cittadini mostrava una maschera benevola e accattivante, ma dietro le quinte si occupa delle “cose serie”, del potere e dei soldi. Alla faccia del cambiamento, alla faccia degli interessi del popolo. Comunque sia andata a Mosca, Salvini e le Lega ne escono male. Come un partito che non ha mai davvero troncato i legami con un passato intriso di scandali e di collusioni col vecchio regime partitocratico e con la sua sottocultura politica. La Lega di Salvini è cambiata solo nelle ambizioni perché Salvini è politicamente molto ambizioso e sfrontato. Lo si capisce da come ha preso sottogamba l’incarico da ministro dell’interno. Invece di piegare la testa con umiltà, lo sta interpretando come un trampolino di lancio per future mete politiche. E mentre lui salta da un comizio all’altro e mentre pesta i piedi agli altri ministri e mentre pianta caciara mediatica, i trafficanti lo fregano sotto il naso coi barchini e le ong lo fregano legalmente. Grazie a questa esperienza di governo gialloverde, gli italiani stanno imparando a conoscere meglio Salvini sia come uomo che come politico. E quello che sta emergendo è un politico molto meno concreto e fattivo di quello che vuole apparire, e molto meno terra terra e popolare di quello che vuole apparire. Ma il grande limite di Salvini è che le sue ambizioni politiche superano di gran lunga le sue qualità. Salvini non ha né la personalità né lo spessore di uno statista. Non vale neanche un’unghia incarnita di Putin. Eppure, come conferma lo scandalo russo, dopo aver travestito la Lega da partito regionale a nazionale, coltiva mire napoleoniche. A Salvini interessa l’Europa, per lui Roma sarebbe un ripiego. Forse perché ha il dente avvelenato con Bruxelles o forse per la solita megalomania italiana. Questa esperienza di governo sta mettendo poi in luce un Salvini capace di scatenare un vero e proprio odio da parte dei suoi avversari politici e allo stesso tempo di non generare nessun timore reverenziale, anzi. Tutti si sentono legittimati a prenderlo a pesci in faccia cosa a cui lui risponde gettandosi nella mischia. Caratteristiche che lo rendono un pessimo rappresentate delle istituzioni. Ma se questo governo sta rivelando il vero volto di Salvini e della Lega, sta rivelando anche quello del Movimento 5 Stelle che si conferma l’unica realtà politica innovativa e valida nel panorama politico italiano. Una forza a cui tutti gli altri partiti dovrebbero ispirarsi invece che tentare di distruggerla per tornare ai letamai del passato. In attesa di trovare i rubli, in attesa del punto di rottura, il Movimento deve incamerare traguardi senza farsi prendere da isterismi ideologici. Questo governo ha l’enorme merito di far emergere la verità storica e di velocizzare lo scoppio della bolla salviniana.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

1533370960318.jpg--matteo_salvini___cosa_penso_davvero_di_vladimir_putin_e_della_russia_