Il Movimento al governo

Di Tommaso Merlo:

Il vecchio regime vuole far saltare il governo gialloverde da quando è nato. Della volontà popolare non glien’è mai fregato nulla. Il loro obiettivo principale è la distruzione dei ribelli a 5 stelle che hanno osato far saltare le loro mangiatoie pubbliche e private e sputtanare le loro ipocrisie. I giornalai servi del vecchio regime sognano un governo tecnico in attesa che Lorsignori abbiano il tempo di riorganizzarsi e magari sorga un partito nuovo dei “moderati”. Il solito partito inventato a tavolino dalle caste, calato dall’alto e capeggiato da Cairo che dopo anni in cui LaSetta gli fa propaganda, vorrebbe incassare. Lobby e caste hanno già l’acquolina alla bocca. Un berluschino come Cairo gli permetterebbe di riprendere l’abbuffata da dove l’hanno interrotta. Del resto, se aspettano quei rottami del Pd e di Forza Italia stanno freschi. Gli serve un vestito nuovo per camuffarsi. Se cadesse il governo gialloverde, il vecchio regime avrebbe ancora tutta l’informazione sotto controllo e i soldi. Avrebbe i mezzi per scagliarsi contro i ribelli a 5 stelle accusandoli di aver fallito la prova di governo e riducendoli ad un insignificante partitino di opposizione. Al punto in cui è arrivato, il Movimento non deve cedere alle pressioni e al contrario deve sfruttare al massimo questa esperienza governativa per dimostrare di che pasta è fatto, riconquistare i delusi e togliere armi alla propaganda restauratrice un domani. Deve accumulare risultati e prima di tornare alle urne deve riuscire a sistemare quelle storture come i conflitti d’interesse e il marciume dell’editoria, in modo da poter affrontare una sfida elettorale nazionale perlomeno alla pari. Fino ad oggi, la competizione con la Lega sulle cose fatte e sull’etica dei comportamenti, l’ha nettamente vinta il Movimento checché ne dicano i giornalai servi del vecchio regime. È vero, l’alleanza con Salvini è costata carissima in termini di consensi per colpa di rigurgiti ideologici e del fatto che Salvini è davvero indegeribile, ma ormai il danno è fatto e mollare adesso sarebbe un disastro per il Movimento. Sarebbe fare un favore al vecchio regime e condannarsi all’irrilevanza e magari in futuro elemosinare un’alleanza con quel covo di vipere del Pd. Al contrario, nei mesi che questo governo avrà davanti, il Movimento deve accelerare e portare a casa più risultati possibili e un domani ritentare la sfida solitaria. Quanto al punto di rottura del governo, lo deve calibrare bene, ne deve valere la pena, come ad esempio con la TAV opera simbolo per antanomasia del peggio del vecchio regime. Checché ne dica la servitù giornalistica, il Movimento ha il merito storico di contenere Salvini. Se governasse da sola, la Lega darebbe sfogo ai suoi peggiori istinti isolazionisti e polizieschi e retrogradi sui diritti civili e discriminatori con le minoranze. Grazie al Movimento, Salvini ha dovuto partorire decreti sicurezza più che ragionevoli e rimangiarsi il condonismo endemico o le ipocrite mollezze sulla legalità. Salvini ha debordato sui social media, ma nei fatti non l’ha mai fatta fuori dal vaso grazie al Movimento che a questo punto, più ci lavora fianco a fianco e più lo sfida sui fatti, più ha la possibilità di far esplodere la bolla salviniana e accumulare un patrimonio governativo con cui controbattere al tentativo politico del vecchio regime di tornare ad abbuffarsi e devastare l’Italia.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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