Il coraggio

di Claudia Cucuccio:

Il coraggio è rinunciare al successo e ai soldi. Ma il coraggio è anche accettare sfide difficili in condizioni generali critiche e ostili, e non certo per soldi.

Il coraggio è leggere una sentenza a pochi passi dalla casa di un uomo coinvolto in mille questioni giudiziarie. Ma il coraggio è anche contrattare personalmente e ufficialmente con chi è tanto diverso da noi e pare o è infido, pur di non lasciare il paese in mano a quelli di prima.

Il coraggio è trascinare le piazze come un condottiero. Ma il coraggio è anche prendere in mano situazioni scottanti dentro ai palazzi, situazioni che i predecessori avevano creato o non voluto risolvere.

Il coraggio è rinunciare ad una poltrona da ministro. Ma il coraggio è anche prendere due ministeri difficilissimi per integrarli e far avvicinare due mondi finora troppo distanti, lavoratori e imprese.

Il coraggio è denunciare sempre e con veemenza ciò che non va. Ma il coraggio è anche saper procedere gradualmente e con cautela, tra insulti e calunnie generali, pur di arrivare all’obiettivo prefissatosi.

Il coraggio è girare tutta l’Italia in motorino per far comprendere l’importanza di un NO al referendum. Ma il coraggio è anche saper realizzare leggi rivoluzionarie, a vantaggio di tutta la collettività, per combattere la corruzione, per difendere i lavoratori, per aiutare finalmente chi non ha nulla, gli ultimi.

Il coraggio è andar via sul più bello, perché la tua vita privata ti chiama e tu giustamente non puoi farne a meno. Ma il coraggio è anche rimanere a combattere in prima linea, a volte solo, mettendo da parte la tua vita privata, perché è il tuo paese che ti chiama.

Ne L’Arte della Guerra, Sun Tzu diceva:

“In un terreno aperto non ti accampare.
In una zona di confine stringi alleanze.
In una zona crocevia non restare.
In un terreno chiuso elabora strategie.
In un terreno di morte combatti.”

E ancora:
“In battaglia ci sono soltanto due modi di combattere: diretto e indiretto. Ma questi due, in combinazione, danno luogo a una serie infinita di possibili manovre.”

Riflettiamoci su.