Gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraquà.

di Alberto Giardini:

I patti vanno rispettati e a qualsiasi livello; inutile sbrodolarsi di promesse, impegni e giuramenti se poi non vengono onorati.
Leonardo Sciascia nel romanzo “Il Giorno Della Civetta” (1961), scriveva “L’umanità la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi. E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più espressione di quella delle anatre.”.

Ogni riferimento a Salvini e ai leghisti non è casuale; da escludere l’ammissione nelle prime categorie. Mostrarsi vittima sacrificale può erogare consensi a breve termine, poi stanca, si intuisce il trucco, peggio se è un inganno.

Quando Salvini accettò l’accordo di governo col M5S, era basilare il rispetto reciproco; inutile comportarsi scorrettamente, rendersi complici di indecenze politiche e invasioni di campo non pertinenti, per poi lamentarsi se qualcuno lo fa notare. Inutile appropriarsi indebitamente di obiettivi raggiunti, se questi sono frutto della controparte; gonfiarsi di vanagloria vale bene un pallone e purtroppo tanti seguaci leghisti seguono il pallone, come il bambino che rincorre la palla senza una meta precisa. Non credo che Salvini sia intenzionato a destabilizzare il governo, non basta un consenso allargato (Renzi docet), non avrebbe la capacità di organizzarne un altro con le stesse prerogative riformatrici, i suoi alleati politici (FI e FdI) sono quanto di più anacronistico in natura; rispetti i patti con lealtà, non è detto che una posizione più alta delle categorie elencate, possa conquistarla (a fatica e non è detto che ci riesca).