Come farai a guardare in faccia i tuoi elettori?

Di Anna Fideli:
“Forte dei consensi attuali sei andato da Conte a chiedergli di dimettersi perché vuoi riscuotere quella fiducia che molti italiani hanno riposto in te. Conte ti ha risposto: “sfiduciami davanti al parlamento e spiega i motivi di questa tua decisione all’Italia”.

Non ho bisogno di ascoltare i tuoi motivi, se mai ti presenterai in parlamento, e sicuramente ciò che dirai non sarà la verità. La verità non sai cosa sia, né la lealtà, né il valore di un impegno preso davanti a una nazione intera.

Hai chiamato il M5S “il partito dei no”. Quali “no” non ti sono piaciuti? O meglio, quali “si” non ti sono piaciuti? Quelli al reddito di cittadinanza per chi non ha neanche di che campare la famiglia?
O alla pensione di cittadinanza per chi non aveva diritto a una pensione ma essendo invalido percepiva 280 euro al mese?
Oppure non ti è piaciuta la riforma della giustizia col blocco della prescrizione per i tanti furfanti, anche del tuo stesso partito, che grazie a essa l’hanno fatta franca dopo aver sottratto soldi pubblici?
Non ti garbano le intercettazioni per colpire i delinquenti che collezionano tangenti?
Non ti piace il taglio dei parlamentari, degli stipendi a essi destinati che stava per essere attuato prima che ti dessi alla macchia?

Non ti chiedo come farai a guardare in faccia i tuoi elettori, perché evidentemente si riconoscono in te, e non mi chiedo neanche come farai a guardare quelle persone che hai tradito e che hanno creduto che avresti rispettato il tuo impegno, perché lo so come le guarderai:dall’alto in basso, come un leghista come te guarda una persona che per essere considerata suo simile deve essere originaria della Padania, altrimenti è un rejetto, un terrone puzzolente. Anche se per cercare voti sei andato in quei luoghi i cui abitanti hai sempre disprezzato. Voti che, ahimè, hai trovato, ma questa non è colpa tua.
C’entra ovviamente quell’ignoranza che non ti è estranea di dare la colpa della tua miseria all’altro, al diverso, non necessariamente straniero. Ma se è straniero è ancora più colpevole. Senza minimizzare il problema, che c’è, è reale, dell’immigrazione, hai carpito la fiducia di chi chiedeva più sicurezza nei territori e hai fomentato una guerra tra poveri senza peraltro occuparti di risolvere il problema. Ah, già… ieri hai firmato UN decreto di espulsione per UN kosovaro.

Ma nel contratto di governo c’era scritto che avresti rimpatriato 600.000 clandestini. Ma eri troppo impegnato a incontrare le tue ciurme su e giù per l’Italia, non avevi tempo da perdere al ministero che avresti dovuto presiedere per cercare soluzioni, così qualcuno ti ha detto che i clandestini erano solo 90.000, che avevi sbagliato i conti, così ne hai rimpatriato la metà di questi ultimi e adesso pare che anche i leghisti si siano convinti che di migranti non ce ne siano più. Contenti loro…

Io, da italiana tuo malgrado, ho sempre pensato, e adesso ne ho l’assoluta certezza, che sei uno scansafatiche, un fannullone mangiapane a tradimento non molto diverso dalla definizione che usi dare ai cittadini del sud, e oggi più che mai sono convinta che il marciume della politica, al quale appartieni, deve restare ben separato dal M5S. Siamo ingenui, non siamo politici di professione, ma abbiamo un cuore che batte, e un’anima che sa ascoltare le grida di aiuto di chi ha bisogno, perché non ci può essere felicità per chi è circondato da persone che soffrono.

Non illuderti dei tuoi consensi di oggi, perché la ruota gira e noi sappiamo aspettare. Dopo le europee del 2014, e conseguente tracollo del M5S, ricordo che Camilleri (che non ha mai amato il movimento) disse: “Il M5S è come uno di quei fiumi carsici, che a volte si sgonfiano, ma poi tornano a scorrere impetuosi”.