Catania: pacifista quasi strangolato dai galoppini del ministro dell’interno

di Roy Paci:

Ora mi sono rotto pesantemente i cabbasisi. Potrà fregare ben poco agli utenti che vengono sui miei social solo per curiosare o haterizzarmi ma devo necessariamente alzare la voce e tener alta la coerenza per i migliaia di follower che mi stimano e mi supportano da decenni.
Da ‘angelicamente anarchico’ come diceva il buon Don Gallo, non mi sono fino ad ora permesso di entrare nel vivo del teatrino politico di questa italietta che da 30 anni a questa parte ripete la stessa tarantella dei buoni e cattivi ma non fa nient’altro che rimpinguare le panze di molti seduti in Parlamento e far stringere la cinghia a contadini, pescatori, operai e a tutti quelli che continuano a soccombere sotto i soprusi dei signorotti della Malarazza. In questa pantomima ben orchestrata dai mammasantissima però ci sono delle storture che non riesco più a digerire.

Quello che vedete in foto è uno dei miei più grandi amici, il grande attivista e pacifista Barry, irlandese di adozione catanese, che solo per aver alzato in aria le mani e urlato ‘peace’ durante il passaggio dei carri funebri leghisti è stato quasi strangolato dai galoppini del ministro dell’interno. Ecco, questa cosa non mi sta più bene, non esiste nessuna legge che permetta ad un leccaculo politico di usare così duramente la forza nei confronti di un essere umano. Visto il quasi totale silenzio dei miei colleghi (ad eccezion fatta di fratelli come Pau dei Negrita, Daniele Silvestri, Piero Pelù, Fiorella Mannoia o Caparezza per citarne alcuni che non le mandano a dire) che pensano a scannarsi su quanti dischi di platino hanno ingurgitato, è doveroso ora e subito entrare a gamba tesa sulle storture di questa falsata democrazia, sulla gestione di quei sudditi che abbacinati dal padrone di turno si permettono di compiere gesti che di democratico non hanno nemmeno la punta della scarpa smerdata.

È arrivato il momento di rispolverare il verbo di Peppino quando diceva ‘Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!’, scegliendo sempre la strada della conoscenza, dell’onesta e dei valori della vita. La lotta continua 🎺✊🏻
📸 Foto di Francesco Enriquez

#controognimalarazza